Con l’inaugurazione dell’8 febbraio, a Nova Gorica e Gorizia inizia ufficialmente l’anno della Capitale europea della Cultura 2025
Gorizia e Nova Gorica — le due città a lungo divise dal confine imposto nel secondo dopoguerra — si sono trovate riunite sabato scorso da una festa di proporzioni storiche. Dalla stazione di Gorizia alla stazione di Nova Gorica, il corteo organizzato per celebrare l’inaugurazione della Capitale europea della cultura 2025 (Go! 2025) ha trovato, lungo ogni strada e piazza del percorso, un mare di persone e bandierine del colore “verde Isonzo”, scelto per il logo istituzionale dell’evento. Tanti i turisti, ma soprattutto tanti erano i goriziani di entrambe le nazionalità, italiana e slovena, perché la festa era soprattutto la loro. Così, infatti, era stato progettato e voluto dagli organizzatori e la risposta è andata ben oltre le più rosee aspettative.
Come da programma, i festeggiamenti sono iniziati alle 9.37, nella Stazione centrale di Gorizia, con la partenza del primo treno diretto “Gorizia – Nova Gorica”. Dopodiché alle 10 il corteo — preceduto da quattro agenti della Polizia di Stato e due della Polizia locale a cavallo — ha percorso corso Italia, corso Verdi, via Oberdan e piazza Vittoria. Qui si è svolta la prima tappa, dove, alla presenza del ministro della Cultura italiano Alessandro Giuli, è stata lanciata una delle opere d’arte simbolo dell’inaugurazione: la Sfera di giornali del maestro Michelangelo Pistoletto, realizzata nella sua fase finale in collaborazione con il liceo artistico “Max Fabiani”.

La grande sfera è stata fatta passare e rimbalzare di mano in mano tra atleti, rappresentanti delle istituzioni locali e comuni cittadini lungo tutto il restante percorso, fino alla stazione slovena che si affaccia sulla celebre piazza transfrontaliera della Transalpina (trg Evrope). Particolarmente significativo è stato il superamento del confine di stato tra le vie San Gabriele, in Italia, ed Erjavec in Slovenia. A Nova Gorica si è quindi passati per le centrali piazze Kardelj e Bevk, per arrivare infine alla Transalpina, dove alle 16 si sono incontrati il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e l’omologa slovena Nataša Pirc Musar.
L’evento principale dell’apertura si è svolto alle 18 nella piazza su cui si affacciano il municipio di Nova Gorica e il Teatro nazionale sloveno (piazza Kardelj), trasformata per l’occasione in un enorme palcoscenico. La cerimonia è stata introdotta dalle note suggestive del flauto più antico dell’umanità, prodotto dall’uomo di Neanderthal e rivenuto proprio in Slovenia. All’intervento del premier sloveno Robert Golob — «due città, due nazioni, una capitale» — ha fatto seguito l’esibizione di vari artisti e acrobati che hanno intrattenuto il folto pubblico anche dagli edifici circostanti. La cerimonia si è conclusa con la sfilata dei kurent, le antiche maschere del carnevale di Ptuj dal forte valore simbolico, in quanto figure che, nella mitologia slavo-pagana, propiziano la stagione primaverile. Eventi musicali hanno poi ravvivato la serata contemporaneamente nelle principali piazze delle due Gorizie: Bevk, dove ha suonato il gruppo rock sloveno Mrfy, Transalpina e Vittoria.
L’evento principale dell’apertura si è svolto alle 18 nella piazza su cui si affacciano il municipio di Nova Gorica e il Teatro nazionale sloveno (piazza Kardelj), trasformata per l’occasione in un enorme palcoscenico. La cerimonia è stata introdotta dalle note suggestive del flauto più antico dell’umanità, prodotto dall’uomo di Neanderthal e rivenuto proprio in Slovenia. All’intervento del premier sloveno Robert Golob — «due città, due nazioni, una capitale» — ha fatto seguito l’esibizione di vari artisti e acrobati che hanno intrattenuto il folto pubblico anche dagli edifici circostanti. La cerimonia si è conclusa con la sfilata dei kurent, le antiche maschere del carnevale di Ptuj dal forte valore simbolico, in quanto figure che, nella mitologia slavo-pagana, propiziano la stagione primaverile. Eventi musicali hanno poi ravvivato la serata contemporaneamente nelle principali piazze delle due Gorizie: Bevk, dove ha suonato il gruppo rock sloveno Mrfy, Transalpina e Vittoria.
Lungo gli oltre sei chilometri percorsi dal corteo, l’atmosfera è sempre stata carica di emozione. Sloveni, italiani e friulani hanno invaso le strade e riempito le piazze attraversate dalla parata con grande entusiasmo, dimostrando il proprio amore per un territorio “borderless”, senza confini geografici. Qui, infatti, nonostante i momenti difficili del Novecento, le varie culture continuano a mescolarsi da secoli formandone una propria, unica in Europa, tutta goriziana e capace di guardare oltre.
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